martedì 14 ottobre 2008

Ho perso le parole - Ligabue

Ho perso le parole
eppure ce le avevo qua un attimo fa
dovevo dire cose,
cose che sai,
che ti dovevo, che ti dovrei...
Ho perso le parole
puo' darsi che abbia perso solo le mie bugie.
Si son nascoste bene, forse pero'
semplicemente non eran mie.

Credimi
credici un po'
metti insieme un cuore prova a sentire
e dopo credimi
credici un po' di piu' di piu' davvero...

Ho perso le parole
vorrei che ti bastasse solo quello che ho
io mi faro' capire anche da te
se ascolti bene, se ascolti un po'.
Sei bella che fai male,
sei bella che si balla solo come vuoi tu.

Non servono parole,
so che lo sai le mie parole,
non servon piu'.

Credimi credici un po',
sei su Radio Freccia,
guardati in faccia
e dopo credimi credici un po' di piu' di piu' davvero

Ho perso le parole
oppure sono loro che perdono me
lo so che dovrei dire cose
che sai che ti dovevo, che ti dovrei.

Ho perso le parole vorrei che mi bastasse solo quello che ho
le posso far capire anche da te se ascolti bene,
se ascolti un po'.


Credimi credici un po' metti insieme un cuore prova a sentire e dopo credimi credici un po' di piu' di piu' davvero...
Credimi credici un po', sei su Radio Freccia, guardati in faccia e dopo credimi credici un po' di piu' di piu' davvero.

sabato 11 ottobre 2008

post.

Bacila* online: Ma chi l'avrebbe detto che la vita, mi sorprendeva come hai fatto tu? ti penso e sono un pò sed. io sono sempre stata abituata a manifestare le cose in pubblico, mi veniva piu naturale aprirmi quando perdevo l'intimità delle circostanze a due, in ogni caso. forse per questo ti sto scrivendo sta panfrina dove so che prima di te lo leggeranno quaranta testa di cazzo. con te è sempre stato diverso. era meglio andare in due in libreria al centro sarca, meglio in due in vercelli, meglio in due in motorino, meglio a due il daiquiri uno ci mette la bocca l'altro le mani, meglio un sms che un commento e per questo ti ho costretto a cancellarli tutti. una volta ti ho detto "l'impresa più speciale e di vivere normale." io sono abituata a stupire, a soprendere, a manifestare, e quando mi dici stupiscimi mi fai male, perchè non mi piace, perchè lasciare a bocca aperta vuol dire non farsi capire. tu mi hai insegnato che in due è meglio perchè c'è sempre qualcun altro dall'altro lato che ti guarda negli occhi e se non ti capisce almeno prova a farlo, e provandolo divide qualcosa con te. qualcuno che ti tiene il maglioncino sulla spalla in pizzeria senza battere ciglio, che ti manda la buonanotte ogni notte a ogni ora e ti pensa anche alle cinque del mattino. che non ti fa sentire sola. spero che il tuo sorriso non se ne vada mai, anche se il dentista ti fa patire cambiando il titanio in acciaio. e la vita ti sorriderà, perchè anche se io c'ho un sorriso a mille denti non sempre sono capace di farlo con la stessa intensità, con la stessa costanza. un giorno ti ho detto "io sono pazza dentro" eravamo davanti allo stesso monitor su cui scrivo ora. però eravamo in due. e se tutto il mondo è felice e contento nel volersi sentire diverso, per me è un peso ingombrante, e qualche volta mi fa soffrire, cosi soffrire che mi manca l'aria. questo non significa che se non tengo la bocca spalancata sulla mia dentatura ti pensi di meno. ieri ho fatto un sorpasso da folle, e mi sono messa a ridere da sola perchè tre mesi fa non mi sarebbe mai venuto in mente che se tu spingi l'acceleratore al limite dell'incidente l'altro rallenta. me l'ha insegnato stare abbracciata dietro di te. con l'ipod un po' nel mio orecchio un po' nel tuo. tu che accelleri come un pazzo sui rettilinei, tu che qualche volta accelleri anche in curva, quando non è così semplice, ma anche tu che se decelleri appoggi il braccio sulla mia gamba e mi cerchi. io ti stringerei fortissimo, per dirti che ti voglio bene, TANTO TANTO TANTO, come dici tu. ma resta comunque che sorpassare le macchine mi fa paura. e devo sempre rallentare un attimo. cambiare canzone, avanzare la pizza, scegliere un libro e non comprarlo, comprare il 37 e volere il trentotto. dopo sono al bicocca, sempre che non mi hai rubato il posto all'old ble :) ieri alle 21.22 (elimina, cronologia, rispondi. blocca / segnala questo utente) SSSSSSSSSSSSSSSSSSHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!

domenica 14 settembre 2008

La bestia dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato? si alza un vento GELIDO.

la parola che vorrei uscisse dalla mia bocca è AIUTO.
SALVATEMI,
come si fa in acqua quando si beve.
e invece non sono nemmeno capace di dimenarmi, serrata nelle mie fuge, l'ennesimo strascico di una macchia mai lavata bene.

Va commentato onestamente che non ce la faccio.
che non ci sarà un'altra volta, non ora per me.
che sbatterei la testa al muro,
poi piangerei, tutte queste colpe che sono mie, e mie non lo sono mai state.

la bestia il quadro lo imbratta di brutto, porca puttana.
e c'ho una sanguisuga in petto che mi succhia l'amore.

giovedì 31 luglio 2008

but you're so Naive, yet so.

dici che sei diventato diffidente, che è inverno fuori.
io ti guardo ancora negli occhi, e un po' ci credo e un po' no.
ci credo perchè ho imparato che crescendo ci si fa male, e facendosi male si impara, e imparando si cambia, ma continuo a pensare che non si può diventare qualcun'altro. tu sei un fiore.
sotto la mia barriera di difesa, sotto alle mie fughe, ai miei silenzi, alla mia freddezza io sono restata io, bianca, come la rosa che ho sul piede. un fiore anche io.
ho giocato finchè ho potuto, però poi mi sono accorta,
che posso difendermi per giorni, mesi, anni, per tanto, ma non per sempre,
perchè in un quando qualsiasi voglio essere felice,
e con lui non lo sarò mai.
da quel giorno è passato quasi un anno,
e lui continua a sorridere, abbracciare, fare a pugni con una parte di me che non sono io,
e il suo impegno buttato al cesso, a me fa più male che le mancanze che restano.
lui puoi solo innamorarsi della mia corazza,
ma la rosa che ho sul piede non la riesce a toccare, non la sa far fiorire, s
olo le chiede di costringersi in una muraglia di spine,
e io questo non l'ho saputo accettare. e in questo sono cambiata davvero.
e ti diranno che non sei lo stesso, perchè non sanno riconoscerti,
e ti diranno che sei meno dolce perchè l'amore sa nascondersi.
e poi tu,
che queste cose me le hai ricordate in modo così normale da farmi venire da piangere certe volte, e da avere una paura assurda altre,
tu che hai sempre saputo guardare alla parte più chiara di me,
con delicatezza,
tu che mi baci le mani,
tu con la mia rosa,
che mi leggi per come sono,tu che mi hai insegnato tanto, e non mi hai fatto mancare nulla, lasciandomi ogni volta però i miei spazi, l'aria di cui lo sai, io ho bisogno per me.
che mi aiuti a crescermi.
è primavera, e vuole diventare estate, in questo inverno che come dici tu, più inverno non si può.

domenica 13 luglio 2008

Il vicolo della Duchessa.

il disincanto, pagato a caro prezzo, piaceva agli uomini abtuati alle commedie femminili giocate sui toni della ritrosia, dei sottintesi, del falso pudore.

lunedì 30 giugno 2008

I Sommersi e I Salvati.

per tutte le volte che non mi hai tenuta per mano,
per tutte le volte che mi hai detto No coi tuoi silenzi,
per tutte le volte che mi hai fatto mancare un Noi qualsiasi,
per tutte le volte che ti sei preoccupato di chi c'era attorno, di chi ci guardava,
per aver pensato troppo e creduto troppo poco.

cosi, intanto che aspetto che l'acqua si scaldi (si cuoce ma i riti son riti) penso a te.
penso a te nel modo di sempre,
penso a te perchè hai aperto gli anelli, e i fogli non sono usciti.
penso a te che fai un tiro dalla sigaretta e un tiro dalla bocca mia, eppure l'anima non me l'aspiri piu.
penso a te che probabilmente sei ancora troppo uguale a me per essere tua, quadrato e sconnesso, brillante e riservato.
penso a te che mi piaceva anche sudare, e ora sono oggettiva su quanto faccia schifo il tuo profumo nuovo.
penso a te che non ti lascerò mai, perchè il tempo per lasciarti l'ho lasciato andare, l'ho perso, mi è scappato.
penso a te che neppure ti voglio fermare, ti ho rielaborato, riguardato - che ti voglio bene ma non ti amo mai.
penso a te che un tempo per noi, un tempo, ho pensato sarebbe arrivato, bastava fare la cosa giusta.
penso a te che ho scoperto che io le cose giuste non le ho fatte, ma sei più tu quello che ha continuato a sbagliare.
penso a te che tempo per noi non ce ne sarà mai ormai, che nessun colore porrà rimedio a questa specie di squallore.
penso a te che un giorno mi sono detta Beato chi è scappato in tempo e povera me che son rimasta imbrigliata,
e invece poi alla fine una delle tre Grazie, le tre sopravvissute, sono io.
Sommersi e Salvati dice primo Levi,
e i Salvati sono quelli che Moralmente o No restano a galla, che la coscienza non gli brucia, che non si sentono in colpa di essere vivi.
e io in questo mi sono salvata, è immorale infilarci la lingua in bocca ogni volta che siamo da soli, ma con un importanza sonora alla parolina Mi, io mi sono salvata.
dispiaciuta si, ti bacio ti guardo negli occhi ti tengo attaccato,
ma poi giro le spalle
e come sempre sono già scappata via.

risentono dell'erosione, alla lunga.

un secondo prima ascolto una canzone e ti penso. ti penso mentre Celentano dice davvero, e davvero te l'ho detto anche io.si ok il mio orgoglio e una bestia del cazzo, e tu del cazzo un presuntuoso, che ti permetti di pensare che faccio confusione nei valori, o anche solo che confondo te. cosi con un sorriso di plastica scendo dall'auto con un saluto di rito, e lo sanno tutti che ci stiamo già facendo la guerra, lo sanno tutti anche se in auto siamo da soli.. pumpumpum.ti odio, porca puttana, avevi detto sempre e per sempre, e se adesso mi giro di lato dove sei.