martedì 14 ottobre 2008
Ho perso le parole - Ligabue
eppure ce le avevo qua un attimo fa
dovevo dire cose,
cose che sai,
che ti dovevo, che ti dovrei...
Ho perso le parole
puo' darsi che abbia perso solo le mie bugie.
Si son nascoste bene, forse pero'
semplicemente non eran mie.
Credimi
credici un po'
metti insieme un cuore prova a sentire
e dopo credimi
credici un po' di piu' di piu' davvero...
Ho perso le parole
vorrei che ti bastasse solo quello che ho
io mi faro' capire anche da te
se ascolti bene, se ascolti un po'.
Sei bella che fai male,
sei bella che si balla solo come vuoi tu.
Non servono parole,
so che lo sai le mie parole,
non servon piu'.
Credimi credici un po',
sei su Radio Freccia,
guardati in faccia
e dopo credimi credici un po' di piu' di piu' davvero
Ho perso le parole
oppure sono loro che perdono me
lo so che dovrei dire cose
che sai che ti dovevo, che ti dovrei.
Ho perso le parole vorrei che mi bastasse solo quello che ho
le posso far capire anche da te se ascolti bene,
se ascolti un po'.
Credimi credici un po' metti insieme un cuore prova a sentire e dopo credimi credici un po' di piu' di piu' davvero...
Credimi credici un po', sei su Radio Freccia, guardati in faccia e dopo credimi credici un po' di piu' di piu' davvero.
sabato 11 ottobre 2008
post.
domenica 14 settembre 2008
La bestia dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato? si alza un vento GELIDO.
SALVATEMI,
come si fa in acqua quando si beve.
e invece non sono nemmeno capace di dimenarmi, serrata nelle mie fuge, l'ennesimo strascico di una macchia mai lavata bene.
Va commentato onestamente che non ce la faccio.
che non ci sarà un'altra volta, non ora per me.
che sbatterei la testa al muro,
poi piangerei, tutte queste colpe che sono mie, e mie non lo sono mai state.
la bestia il quadro lo imbratta di brutto, porca puttana.
e c'ho una sanguisuga in petto che mi succhia l'amore.
giovedì 31 luglio 2008
but you're so Naive, yet so.
io ti guardo ancora negli occhi, e un po' ci credo e un po' no.
ci credo perchè ho imparato che crescendo ci si fa male, e facendosi male si impara, e imparando si cambia, ma continuo a pensare che non si può diventare qualcun'altro. tu sei un fiore.
sotto la mia barriera di difesa, sotto alle mie fughe, ai miei silenzi, alla mia freddezza io sono restata io, bianca, come la rosa che ho sul piede. un fiore anche io.
ho giocato finchè ho potuto, però poi mi sono accorta,
che posso difendermi per giorni, mesi, anni, per tanto, ma non per sempre,
perchè in un quando qualsiasi voglio essere felice,
e con lui non lo sarò mai.
da quel giorno è passato quasi un anno,
e lui continua a sorridere, abbracciare, fare a pugni con una parte di me che non sono io,
e il suo impegno buttato al cesso, a me fa più male che le mancanze che restano.
lui puoi solo innamorarsi della mia corazza,
ma la rosa che ho sul piede non la riesce a toccare, non la sa far fiorire, s
olo le chiede di costringersi in una muraglia di spine,
e io questo non l'ho saputo accettare. e in questo sono cambiata davvero.
e ti diranno che non sei lo stesso, perchè non sanno riconoscerti,
e ti diranno che sei meno dolce perchè l'amore sa nascondersi.
e poi tu,
che queste cose me le hai ricordate in modo così normale da farmi venire da piangere certe volte, e da avere una paura assurda altre,
tu che hai sempre saputo guardare alla parte più chiara di me,
con delicatezza,
tu che mi baci le mani,
tu con la mia rosa,
che mi leggi per come sono,tu che mi hai insegnato tanto, e non mi hai fatto mancare nulla, lasciandomi ogni volta però i miei spazi, l'aria di cui lo sai, io ho bisogno per me.
che mi aiuti a crescermi.
è primavera, e vuole diventare estate, in questo inverno che come dici tu, più inverno non si può.
domenica 13 luglio 2008
Il vicolo della Duchessa.
lunedì 30 giugno 2008
I Sommersi e I Salvati.
per tutte le volte che mi hai detto No coi tuoi silenzi,
per tutte le volte che mi hai fatto mancare un Noi qualsiasi,
per tutte le volte che ti sei preoccupato di chi c'era attorno, di chi ci guardava,
per aver pensato troppo e creduto troppo poco.
cosi, intanto che aspetto che l'acqua si scaldi (si cuoce ma i riti son riti) penso a te.
penso a te nel modo di sempre,
penso a te perchè hai aperto gli anelli, e i fogli non sono usciti.
penso a te che fai un tiro dalla sigaretta e un tiro dalla bocca mia, eppure l'anima non me l'aspiri piu.
penso a te che probabilmente sei ancora troppo uguale a me per essere tua, quadrato e sconnesso, brillante e riservato.
penso a te che mi piaceva anche sudare, e ora sono oggettiva su quanto faccia schifo il tuo profumo nuovo.
penso a te che non ti lascerò mai, perchè il tempo per lasciarti l'ho lasciato andare, l'ho perso, mi è scappato.
penso a te che neppure ti voglio fermare, ti ho rielaborato, riguardato - che ti voglio bene ma non ti amo mai.
penso a te che un tempo per noi, un tempo, ho pensato sarebbe arrivato, bastava fare la cosa giusta.
penso a te che ho scoperto che io le cose giuste non le ho fatte, ma sei più tu quello che ha continuato a sbagliare.
penso a te che tempo per noi non ce ne sarà mai ormai, che nessun colore porrà rimedio a questa specie di squallore.
penso a te che un giorno mi sono detta Beato chi è scappato in tempo e povera me che son rimasta imbrigliata,
e invece poi alla fine una delle tre Grazie, le tre sopravvissute, sono io.
Sommersi e Salvati dice primo Levi,
e i Salvati sono quelli che Moralmente o No restano a galla, che la coscienza non gli brucia, che non si sentono in colpa di essere vivi.
e io in questo mi sono salvata, è immorale infilarci la lingua in bocca ogni volta che siamo da soli, ma con un importanza sonora alla parolina Mi, io mi sono salvata.
dispiaciuta si, ti bacio ti guardo negli occhi ti tengo attaccato,
ma poi giro le spalle
e come sempre sono già scappata via.
risentono dell'erosione, alla lunga.
domenica 1 giugno 2008
:(
lunedì 19 maggio 2008
valentina
per il nero che c'è stato, e per il fatto cheha sporcato pure me.
Sono arrabbiata,
perchè ho creduto di inserirmi al posto giusto del puzzle,
ma la corrispondenza non era quella esatta, ho forzato troppo e, pezzo da incastrare, mi sono piegata. E mi ha fatto male. Ed è cresciuta la paura. Ed è cresciuta l'ostinazione a inserirsi proprio lì.
E c'è stato vento, p
oi pioggia
e infine grandine.
e spingevo,
e più spingevo più la paura cresceva,
e più cresceva e più spingevo. Un' arroganza che mi impediva di vedere il volto dello squallore.
Se avessi potuto le avrei spaccato la faccia, ma non aveva un viso, questa stronza.
Poi ho visto una tettoia e mi sono riparata dalla grandine.
E allora ha smesso di grandinare e ha iniziato a nevicare. La neve ha ricoperto di bianco tutto. E il mondo si è immobilizzato, o meglio, io mi sono immobilizzata nel mondo. Il tempo non era più tempo, le parole erano solo silenzio, e io, sotto una tettoia. E quando ha smesso di nevicare, si è visto in lontananza uno squarcio di sole, e la neve ha iniziato a sciogliersi, lentamente, molto lentamente. Credevo che la paura fosse morta sotto tutta quella neve, sotto la pesantezza di quel gelo, ma ho visto una mano spuntare dal terreno bianco. E poi un braccio. il petto, le gambe e i piedi. Ed è accaduto: eccolo quel volto, nel riflesso dell'ultima neve rimasta. Ho pregato che tornasse a nevicare. Ho chiuso gli occhi desiderando che così facendo scomparisse, ma quando li ho riaperti era ancora di fronte a me.
si,
se inizi ad avere paura della paura, diventi un criceto che corre in una ruota che per contrappasso non smetterà mai di girare.
Ho fatto un passo sul terreno ancora umido, senza tettoia,
ad occhi aperti.
Mi aspettavo un colpo di spada fulmineo, ma lei si è limitata a guardarmi.
Perchè è questa la sua tattica: ti guarda negli occhi con un forza tale da costringerti alla resa senza combattimento.
Guardala, dritta negli occhi. Una forzatura su me stessa. E l'ho guardata in volto. Ed è stato orribile. Sembrava non finire mai. Ma minuto dopo minuto l'ho vista rimpicciolirsi e guardarla è stato meno tremendo. Stavo quasi per esultare, sentivo la vittoria ha portata di mano, quando ancora Nessuno può sconfiggere le figlie di satana. Ma porta dentro di te il suo sguardo, e, credimi, che piova o ci sia il sole, non morirai.
Ti credo, ma tu non te ne andare
Non me ne vado.
Non rimarrà con me per sempre.
E allora ho pianto, di rabbia e di delusione."
giovedì 15 maggio 2008
la valigia
per tutte le cose stupendamente meravigliose che mi hai dato e che continuerai a darmi, per la tua solarità perenne, la tua spontaneità e trasparenza, per tutti i nostri sorrisi incontenibili, per aver insistito con dolcezza, per aver plasmato le abitudini pur senza farle mancare, per avermi fatto sentire dieci metri da terra, e avermi fatto incazzare altre volte.
per lo stordimento che metti in questa mia defilata partenza, una falsa partenza, una partenza per tornare subito, e meglio, e forti.
siamo diversi, tu una boccata d'aria fresca nel centro di milano, io una cartina stradale.
ancora troppo arrabbiata col mondo per mettere il coraggio prima della mia faccina.
ma tu non cambiare mai, neppure di una piccola virgola. (L)
domenica 11 maggio 2008
deludente
mi andava bene sapere che mi avresti salvato oggi, poi lo sapevo. sarei annegata di nuovo, era inevitabile con te.c'avrei guadagnato sul non toccare il fondo, sul tempo, e in consapevolezza.ma io sono stufa di fare Windsurf, sul pelo della superficie.ed è una continua incredibile mancanza, una transenna nella pancia, quando invece dalla vita io vorrei solo corse come una pazza, finchè ho fiato, e solo dopo rallentare, e camminare sfinita e contenta...non puoi tirare il freno a mano ogni dieci metri, mi viene la nausea.non mi puoi costringere in quello che vuoi, che devi, che puoi. e non puoi rubarmi la spontaneità col tuo poco coraggio.e tu continui a tenere il piede in mille e mille scarpe, perchè al massimo se non puoi avere quel che vuoi, avrai quel che resta... bleah.
esci dalla parte.
mi hai fatto male tradendomi, mollandomi, mi hai fatto male non parlando.
quei mali tollerabili però, quelli che ti arrabbi, il giorno dopo smaltisci ed ero pronta per averti di nuovo.
mille volte mi fai male, il male insopportabile.
ogni giorno ti vedo ripassare la parte, e recitarla con una maestria decisa ma blanda.
questo è il male che mi porta via. un gradino per volta da te, che si resti più in alto di me, più in mezzo alla scena, ma con un telo rosso alle spalle mi fai ridere,
una risata amara, grata per essermi salvata.
tu,
che ti dici vittima del fatto che non ti innamori.
io,
che ho smesso di imboccarti la battuta, ma tu continui il tuo copione come se io fossi ancora sul tuo palco.
tu,
una vita in scena.
io,
troppo lontana per essere ancora o la tua spalla, o la tua giulietta.
tu,
che non ti rendi conto che non vale l'applauso, ma il viaggio.
io,
che invece mi son resa conto che nel mio di viaggio affianco a me non voglio te, non piu di un giorno.
io,
che ti ho strattonato, e poi supplicato, e poi ti ho chiesto con fermezza di scendere, di correre in platea.
tu,
che non ne sei stato capace, ne ora ne mai, ne con me, ne con nessuno. e ti ostini a cercare nella faccia di una donna una compagna capace di vivere la vita sotto i riflettori, di studiarsi gli attacchi giusti, con la teatralità studiata che non avrò io.
ma più che tutto tu, che non ti sei accorto che il nostro sipario è calato, che io mi sono tolta il costume, che questa è la complicata realtà.
tu,
che Occhi grandi se ne è andata, ma tu non l'hai mai fermata.
giovedì 8 maggio 2008
se non ti cerco non vuol dire che mi hai perso.
c'avrei guadagnato sul non toccare il fondo, sul tempo, e in consapevolezza.
ma io sono stufa di fare Windsurf, sul pelo della superficie.
e con te è una continua incredibile mancanza, una transenna nella pancia, quando invece vorrei solo correre come una pazza, finchè ho fiato, e solo dopo rallentare, e camminare sfinita e contenta...
non puoi tirare il freno a mano ogni dieci metri,
non mi puoi costringere in quello che vuoi, che devi, che puoi. e non puoi rubarmi la spontaneità col tuo poco coraggio.
ma soprattutto non puoi sforzarti di essere giusto per me, mascherandoti dallo stereotipo che credi vincente.
perchè è come usare l'automobile per andare a prendere il pane, soltanto.
giovedì 24 aprile 2008
...e forse esiste già aldilà, dell'orizzonte.
lo pensavo mentre mi stringeva tra le braccia, ma dentro con la mente io sono scivolata via.
tu che quando mi abbracci è per darmi non per prendermi.
tu che quando mi guardi mi riempi, non mi svuoti.
tu che quando mi fissi mi fai sentire pulita, non sporca.
tu che quando vado a casa, mi lasci sorrisi incontenibili e non risate isteriche.
tu che mi porti dai tuoi amici, e non mi fai soffocare nel buio di una camera con le tapparelle abbassate in partenza.
tu che i ti voglio bene li centellinelli, eppure so con certezza che quello che chiedi è meravigliosamente costante.
i paragoni li ho sempre fatti, e in negativo.
ma tu mi hai dato tempo per credere.
ogni tanto penso che magari domattina torniamo ognuno alla sua vita,
e allora decido che mi devo abituare,
decido che no, non ti scrivo proprio per un cazzo,
che se domani te ne vai, e meglio che imparo oggi.
e mentre arrivo a scuola, non sono ancora nemmeno le e mezza, e mi hai scritto tu.
ed è una scoperta, bella da morire.
questo mi insegni ogni giorno, questo ti rende diverso e importante, questo mi stai curando dentro, questo manca a tutti e hai solo tu: la spontaneità e la fiducia.
no domani mattina non torniamo ognuno alla sua vita, domani mattina ti sveglio io.
lunedì 7 aprile 2008
today tears really stream.
e invece sono morta io.
vedere la tua macchina capovolta e schiacciata mi ha fatto sentire morta.
stavamo svoltando la curva, e dalla bocca della je ho sentito Punto azzurra. Ste.
non avevo più i polmoni, mi veniva da piangere e vomitare. é ribaltata, c'è stato un botto assurdo, ci sono due ambulanze.
era ribaltata, era schiacciata, c'è stato un botto assurdo.
sai come sarebbe la mia vita senza di te? ci ho dovuto pensare ininterrottamente per tre minuti mentre correvo. miliardi di persone avrebbero pianto... ma tu sai come sarebbe stata la mia di vita senza di te? in questi casi tutti diventano migliori amici, crocerossini, ma tu lo sai come sarebbe stata la mia vita senza di te? tu lo sai se io ce l'avrei fatta ad andare avanti ancora, oggi e domani?
no tu non lo sai. come fai a saperlo, non te l'ho detto. io lo so, ed è per questo che nemmeno mia madre riusciva a farmi smettere di piangere.
poi sono arrivata lì e l'ho vista la tua macchina, i dadi, e solo dopo ho visto la tua faccia.
l'ho cercata dentro il vetro, e l'ho vista in piedi, sul collo e le gambe.
martedì 25 marzo 2008
croccs!
schief ble
tu mi dici non guardare in alto che se no poi vomiti.
tu che ti senti tanto poco e invece sei tremendamente tutto,
dai andiamo a portare il cocco a ste cosi non ci pensi.
poi mi stringi la testa tra le tue braccia
e io ci credo.
tu sei quella che si nasconde al piano di sopra,
che mi insegna strizza di più tra indice e pollice, lascia stare il medio.
quella che mi dedica ogni momento,
ogni pensiero,
che ride al posto mio,
che è entusiasta di seguirmi in ognuna delle mie idee malsane.
Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole
senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro...
Di tutto quello che ho prendi il mio tempo e la magia.
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo.
A te che credi nel coraggio e anche nella paura.
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa.
A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia:l
e forze della natura si concentrano in te
che sei una roccia, sei una pianta, sei un uragano,
sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano.
Ciao vomito mio.
domenica 23 marzo 2008
paura di star bene.
sabato 15 marzo 2008
:(
martedì 4 marzo 2008
resta ancora.. pannosa. :)
Soltanto gli orli un po’ sfocati ma così indissolubili
e così troppo intensi da dirsi
dimentica quello che è stato comunque non ritornerà
dimentica le mie parole
se puoi perdonaci
non sempre c’è un lieto fine
dimentica l’amore e forse anche il dolore passerà
dimentica le cose belle e tutto il male sai di colpo sparirà
ovunque io sarò comunque mi resterà qualcosa di te
forse attimi ma
eterni.
dimentica tutti quei giorni e anche l’amore fisico
gli addio e i ritorni era una storia che viveva in bilico
un sentimento così forte che spesso passa il limite
non vuoi lasciarlo andare perché infondo sai che non ti lascerà
dimentica il dolore e forse l’amore ti ripagherà
dimentica tu fallo per me
che ancora non so
dimenticare te.
dimentica perché io ancora non so dimenticare.
pagelle?
promossa la crescita, bocciati gli scheletri.
promossa la persona, bocciato il crollo.
promossa la profondità, bocciata la mia forza.
promosso il piercing, bocciata la tentata furbizia.
promossa la complicità. bocciato lo spessore.
promosso il servilismo, bocciata la scarsa galanteria.
promosso l'involucro, bocciata la scontatezza che sta sotto.
promosso il rapporto, bocciato il rischio di rovinarlo.
promosso l'impatto fisico, bocciata la rivoluzione.
come il semaforo, il tuo sangue, il daiquiri, le pareti, la mia faccia imbarazzata... il bacardi.
è come quando sei abituato ad andare tutti i giorni al Fastfood,
e poi una sera... vai a mangiare al Ristorante."
To make up for smaller things.
Invece era avvelentata.
Vorrei raccontarle di quel frutto bacato, e di quanto veleno mi ha lasciato nel cuore."
Rosso Corallo.
io che sono cresciuta come un eroina romantica a furia di leggere libri delle Ragazzine che iniziavano con C'era una volta, in cui tutto filava a meraviglia e il principe azzurro montava a cavallo.
cosa continuava a insistere.
già dal mettermelo sul comodino, perchè sa che leggo a letto.
cosa continuava a insistere Non lo leggi? lo ridò alla zia? sapendo che col carattere che c'ho con un affronto simile sicuramente l'avrei provato per non rischiare l'Ogni lasciata è persa.
a me non m'ispirava ne il titolo, ne la trama, ne la foto della scrittrice, troppo signoretta romantica da romanzi femministi. e io il tempo delle Ragazzine l'ho giò consumato.
cosa continuava a insistere?
cosa continuasse a insistere l'ho capito solo adesso,
perchè quando se l'è letto lei, c'ha visto la storia di una signora dolce e sensibile ma un po' apprensiva e lunatica, che sa dare sempre il consiglio giusto, con un marito col sorriso sempre in faccia, innamorato, pragmatico e capace di far diventare tutto meglio....
ma soprattutto c'ha visto quella protagonista, Liliana Corti, saggia, quadrata, con quel carattere esigente che la rende talvolta sola al mondo, ma con un cuore rosso corallo.
:) sono a pagina trecento, mamma.
domenica 2 marzo 2008
mi piaci.
mi piace il fatto che non piangi sul latte versato, e non ti innamori di quello che ti fan provare, ma di chi hai davanti.
mi piace il modo sfrontato in cui mi dici Sei bella.
mi piace il modo furbo in cui mi condisci le cose che sai che potrebbero farmi seriamente incazzare.
mi piace il modo in cui mi dici tutto quello che provi,
il modo in cui mi baci e mi vuoi baciare.
mi piace il tuo naso,
mi piacciono le tue mani,
mi piacciono i tuoi occhi così neri che non si distingue la pupilla dal resto.
mi piace il luccichio che c'han dentro.
mi piace il fatto che hai imparato dove abita l'ali,
mi piace il modo in cui ogni volta ti sorprendi quando ti sorpendo.
mi piace che non ne sei ancora assuefatto.
mi piace il fatto che non te la prendi se cambio stazione,
mi piace il fatto che non mi fumi in faccia,
mi piace l'odore della tua macchina e di cosa doveva profumare.
mi piace che per aprirmi un bacardi ti seghi un dito
mi piace che ti preoccupi se tu non riesci e forse io si.
mi piace il modo in cui mi fai sentire unica e diversa... giusta.
mi piace il modo in cui mi dici senza paure, all'inizio mi piacevi più per il tuo viso che per il tuo carattere.
mi piace il modo in cui ancora sei arrabbiato un po' con me,
mi piace il modo in cui mi dici Mi stavo vendicando di come tu ti sei comportata,
mi piace il modo in cui pronunci il tuo nome,
mi piace il modo in cui riesco, impiastricciandomi un po, a dirti quello che penso e che provo.
venerdì 29 febbraio 2008
che cazzo di esplosione di emozioni
mi fa paura.
pero e stupendo.
mi sa che sono cambiata
e che sto ricominciando a vivere partendo dalla mia nuova guarigione, da quello che ho imparato, da qui.
chi sara la mia felicità? quale di questi quattro, tre volti avrà?
avrà il rischio del passato, avrà un rischio sommossa di stato, avrà un rischio corna?
sarà bello, ce la farò.
giovedì 28 febbraio 2008
brioche.
ho bisogno che tu mi faccia da ringhiera su questa scala,
da medicina ancora per un pochino.
è una merda sentirmelo dire?
io lo trovo a volte bello. bello da dire. bello da sentire?
e poi...
....si sono gelosa, ...si sono possessiva, ...si mi comporto come una bambina capricciosa.
...si mi fai incazzare, e ...si anche ho paura di perderti.
si poi lo so che scappo e sono strafottente
e che a te sto dando la parte peggiore di me,
ma tu mi stringi e sorridi ogni notte.
martedì 26 febbraio 2008
disLike.
she doesn't like u.
she miss you maybe.
or maybe she miss your image,
what you want seem to be
but now she knows.
giovedì 21 febbraio 2008
Io
io penso a me, ma non nel senso che pensi tu.
io ho paura della monotonia e mi sciolgo per l'intimità.
io mi stufo di tutto e cambio sempre, pure me stessa.
io cambio faccia e sapore.
io non cambio mai odore.
io sono volubile, viscerale e variegata come il gelato.
io a dire volubile mi sento male.
io vado d'accordo col passato e col futuro.
io dico sempre io, io.
io, ti sbagli, non sono ne egocentrica, ne egoista.
io sono quella a cui piace più spiegarsi che farsi vivere.
io certe volte faccio la preziosa, e certe volte lo sono.
io mentre faccio la doccia sono tutto.
io sono sempre tutto e qualche sera sono niente.
io sono semplice, sulla porta accanto.
io sono umile, e mi vedo normale.
io ho la presunzione di sentirmi speciale.
io non pretendo niente, ma mi innamoro di quello che ho.
io voglio quello che voglio, ma se lo voglio è perchè merita di essere voluto.
io ho i capelli spettinati ma tutti pari, a squadretta.
io li vedo color nocciola, e ho gli occhi grandi un po' all'ingiù.
io ho il naso all'insù e quando c'è il sole mi sento una farfalla.
io apprezzo i complimenti ma mi imbarazzo e non so che dire.
io faccio senza fatica lunghi viaggi sui mezzi pubblici.
io preferisco andare a casa della geme in motorino.
io mi voglio bene, ma ad occhi esterni si confonde con presunzione..
io sono scontenta anche quando prendo 29, potevo fare di più...
io sono esigente a scuola e ancora di più col cuore.
io sono contenta quando mi si apprezza per quello che sono, per quello che si può.
io sono perfezionista, maniacalmente organizzata e metodica in alcuni periodi.
io adoro trascurarmi.
io odio la parola adoro, ma la uso per forza di cose.
io adoro la parola Dolce.
io sono Dolce.
io bevo il latte col miele e il cucchiaino.
io non sono bastarda, io sono "non abbastanza coinvolta".
io ultimamente sono un po' artica.
io arrivo fino a un certo punto e poi scappo.
io porto fino a un certo punto facendo i capricci e le fusa... e poi scappo.
io lo trovo un bruttissimo difetto e questo blocco lo voglio sbloccare.
io voglio sbocciare.
io sfoglio il dizionario dei sinonimi.
io non ho ancora capito se sono maria o elena..
io vado matta per il calore dei letti singoli.
io vado matta per il calore in generale.
io ho pochi punti di riferimento, ma buoni.
io sono quella che si tratta come una sorellina.
io sono quella che tratta come una sorellina.
io credo in poche cose con convinzione.
io credo a pelle, e quando sbaglio vado a fondo fino a capire.
io prendo le cantonate.
io raramente mi accendo, ma quando mi accendo consumo tutta l'energia!
io sono orgogliosa, ma credo che questo sia come dire che ho la presunzione di sentirmi speciale.
io funziono a scompartimenti, o esisti o sei inesistente.
io scrivo di getto e senza pensare. poi rileggo e correggo per ore...
io sono fiera di me stessa quando mi si dice che so fare bene qualcosa.
io mi tirerei una testata quando faccio le cose non come si deve.
io non so viaggiare sull'orlo della mediocrità.
io sono tormentata, mossa e affamata.
io mi sconsiglierei ai non pazienti, e ai non coraggiosi.
io qualche volta direi "per favore non ti innamorare di me, non vedi come sono?"
io qualche altra direi "amami con tutte le forze, non vedi come sono?"
io che mi vedo dentro mi sconsiglio, no mi consiglio.
io sono complice, bambina e presa.
io se ferisci sono un muro, algida e fredda.
io sono Feridiè, che vuol dire federica in tipo sloveno.
io sono Bacila dalla gita a Roma.
io c'ho la battuta pronta, l'ho avuta anche oggi..
io c'ho la parlantina, ma vado in panico se devo cantare o parlare inglese.
io sono timida, rigida e impacciata se mi trovo sola con un ragazzo che mi piace.
io sono sgargiante, gatta e stuzzichevole se sono con un uomo a cui so che piaccio.
io mi sento male anche a dire sgargiante.
io mi sento bene.
io mi sento bene quando vinco i giochi matematici senza menarmela e tanto per.
io mi sento bene quando mia zia parla di me alle clienti.
io mi sento male quando mia madre parla dei miei innumerevoli difetti.
io mi piaccio.
io non mi piaccio.
io pero di piu mi piaccio.
io sono io e non c'è niente di meglio al mondo?
no...
io sono io, e ci sono mille cose al mondo migliori,
ma io sono io
così mia, io. :)
martedì 19 febbraio 2008
tu
tu sei quello che non va sotto la pelle, forse per scelta, forse per limite.
tu sei quello per cui tutte si sentono diverse, uniche e speciali,
tu sei quello che essendone consapevole, ci gioca molto.
tu sei quello che fa il delicato per ferire in modo meno evidente e mantenersi alla faccia le mani pulite.
tu sei quello di cui sto scoprendo il retro, e che scoperto come tutti mi stuferà, a mio malincuore.
tu sei quello a cui da fastidio che lo si pressi, che gli si stia addosso, che si sia complici.
tu sei quello che si comporta però esattamente così in risposta.
tu sei quello che sa far sentire inadeguata in modo spesso educato.
tu sei quello che si stufa in fretta, e che esige il particolare.
tu sei quello che però fa finta che siano speciali tutte, e attacca a delle stronzate per cui ci si tagliera le vene.
tu sei quello che non puo essere scosso con una lagna, un piagnisteo, ma nemmeno con un attenzione sincera e delicata.
tu sei quello che reagisce solo a due cose: l'appartenenza e l'intimità.
tu sei quello che non va forzato,
tu sei quello con cui però si puo lavorare a piccoli passi per ottenere quel che si vuole.
tu sei quello che si lega alle cose, e a cui mancano, ma non per questo lo dice o se ne dispera.
tu sei quello che fa disperare le donne nei semi che da finto sbadato getta al terreno.
lunedì 18 febbraio 2008
e se sarà troppo tardi?
cioè io ho anche capito, ma se avessi dovuto alzare la mano la mia osservazione sarebbe stata:
per arrivare in via taldeitali ci posso anche provare ad arrivare... ma il problema è... se via taldeitali è la felicità, ecco io quando saprò di avere imboccato la strada giusta, quando ne avrò certezza?
risposta? Quando sarò in Via taldeitali.
mentre tutti parlavano e leggevano e dicevano
io pensavo:
concretamente se prendo il motorino e devo andare in via taldeitali guido e sbaglio diecimila volte strada e sarò certa di avere fatto il percorso giusto solo quando arrivo, e se non arrivo mi accorgo che ho sbagliato, torno indietro e prima o poi ci arrivo. si rischia al massimo di perdere tempo. ma ne avrò sempre abbastanza per ritentare.
se invece tu devi arrivare in via taldeitali alle dieci e in quell'appuntamento ci sta tutta la tua vita, come fai?
rischi di sprecare un'ora per arrivare tutto convinto per la tua strada... e ritrovarti alle dieci in via castrinzi...
meglio tentare, fidarsi, provare o aspettare sapendo che le risposte raramente cadono dal cielo?
si capisce che è stupido sospendere il giudizio,
l'unica soluzione è cercare nella fiducia una risposta, un cenno.
però è logico che il passo di uno che è sicuro che quel posto sia lì viaggia il doppio di uno che ci spera.
io ho bisogno di certezze, in tutte le cose, faccio fatica a rischiare per qualcosa che non mi convinca del tutto.
perchè se sbaglio qui, come mi accorgo dell'errore?
cioè... quando arriverò alla meta... o ci sono arrivata... o non avrò piu tempo per fare niente, non avrò piu tempo per tornare indietro e cercare di nuovo, avrò sprecato la mia vita.
e le autorità? come faccio a riconoscerla un'autorità? chi me lo dice che quello che a me sembra un vigile in realtà non sia un imbianchino? posso deciderlo a cuore, a sentire, ma come posso non sapendo la risposta dare autorevolezza e competenza o meno a qualcuno?
e per questo che ho paura, perchè non ho certezze.
non so dire ne Si ne No. io Sento di Sì, ma un Sento per me non è abbastanza da dargli tutta la mia vita.
è come un fidanzato...se scopri che è quello sbagliato, torni indietro e provi da capo... quindi prima di fidanzarti si ok, controlli un po', ma poi rischi, e se va male pazienza...
ma per sposarti, per sposarti? quando dovrai fare i contri col fatto che è per sempre, e che non ci sarà tempo per tornare indietro, per ritentare...?
giustissima riflessione di lei, che alla fine è quello che mi dice il don ogni volta che mi becca a tiro: fai poco, potresti fare di piu.
giustissimo e ti giuro che se avessi certezze mi ci butterei interamente, non vedrei piu altro che quello, perchè anche io quello che cerco è un Senso.
ma dentro questa mancanza, la mia mancanza di fare non è pigrizia, non è disattenzione, è mancanza di certezze e basta.
che colpa avrò?
sicuramente anche per colpa mia."
da ora in poi... che colpa avrò?
per quale mancanza, che colpa avrò?
dimmi quante volte ho preteso da te piu di quello che do.
e tu cosa cerchi?
un mio tentativo di toccarti, anche da me un inutile tentativo di toccarti?
come fai?
ma tu sai reagire solo a due cose: l'intimità e l'appartenenza.
Ma quanto mi hai voluta tenere,
quali volte mi hai teso la mano?
quando mi hai voluta capire?
e io, che colpa avrò?
scusami se da oggi non saprò più darmi una colpa, non saprò più trovare qualcosa da fare,
scusami se io non riesco a fare la formica che urla,
ma piu che tutto, ma davvero,
scusami se io adesso non riesco più a sentirmi speciale per te.
venerdì 15 febbraio 2008
La parole non dette.
Un posto nel Mondo.

venti anni miei.
venti tondi...che poi giri l'angolo,
e sarò scema ma dietro quell'angolo ci vedo un'importanza bestiale.
non mi fa paura.
no, io mi sento una ventenne.
ventanni è un cambiamento radicale, ventanni è un libro.
e io sono ventanni,
venti anni miei.
vent'anni di cose costruite nel modo che ho saputo fare.
ventanni scremati da quello che non mi andava bene, perche io gli a tutti i costi, gli adattamenti li odio, lo dice anche la Chiari: tu non limi, si cicca? vegetale nuovo e rifà.
ventanni belli, di aspettative e di concretezze, di alibi e paure, di sorrisi e risate.
e se mi devo vedere un dieci marzo, be lo voglio Un posto nel Mondo.
lo voglio col sole, col verde, fuori da tutto, magari col motorino ma senza l'Ipod, lo voglio lì, che mentre leggevo quelle pagine le incastravo con la testa tra le pareti di C.S.
Mamma non vuole che ci vada da sola, ha ragione.
Il legno, la buca, le galline.
e loro, quelle sei camille che vogliono i cerchietti, e ancora piu i baci, e non si stancano mai.
e quando te ne vai "Tieni il tuo cerchietto." è tuo, è un regalo. "Non ti preoccupare, io lo volevo fin tanto che eri qui, cosi eri mia." Gina è tuo, e quando torno te ne porto altri mille.
lì che il telefono non prende, e non devo stare a sorbirmi Sei speciale e ti voglio bene di chi te li invia una volta ogni 365giorni l'anno per non sentirsi troppo cattivo, o vuol fare il sincero, o stringermi a se, una volta l'anno?
no i ventanni non sono cosi. i diciannove magari si, ma i venti no.
ventanni è un cambiamento radicale, ventanni è un libro.
sono Un posto Nel mondo, con Marisa, Cristina e Marianna al loro di Posto nel Mondo.
con Me al mio di Posto nel mondo, con quel senso di utilità che mi sento sulle spalle ogni volta che ripenso a uno stupido mattino ad ascoltare favole in un altra lingua, con quella canzoncina che avevo imparato anche io, con me che la sera nel letto sfogliando le cose da fare mi sento inutile, e trovo un senso solo in quel pensiero, in quel progetto, e tutto il resto è trascurarmi.
Un posto nel mondo... soffia Bacy. :)
giovedì 14 febbraio 2008
odi et amo.
sensazioni
estreme
amo
quando si dice
salute.
amo quando mi sveglio
e,rivivo
amo, quando sento
piangere.
amo
amo
amo
odio il rischio, mi spaventa e faccio struzzo, rischino gli altri.
odio le parole d'educazione, di circostanza.
odio svegliarmi, e che sono vivo me ne rendo conto di piu quando mi addormento dopo una giornata meravigliosa o terribile.
odio sentire piangere, mi sento impotente.
e faccio una fatica del cazzo ad amare.
adoro.
ad adoro rispondevo Ho fame, Fa freddo, Ciao!
lui si lamentava, e mi diceva
non ti adoro ahahah. ti adoro.
me lo sono impressa in mente, quel messaggio, quel ricordo. una fotografia perfetta, di un sentimento che non va sotto la pelle, e l'ho scoperto dopo. adorare non va sotto la pelle, amare si. adorare è temporaneo, è fragile, è in superficie.
ma mi sta sul cazzo adorare, per quel ricordo dolce che si porta, piu che per il mancato spessore che ha. :)
eppivalentaindei
portare la samanta sul duomo
poi riportarci anna
poi farmi il regalo di compleanno a sorpresa
poi fare una sorpresa a questa
lui sa fare solo queste cose
da 11enne
la'ltro giorno parlavo col p.
e quello che pensiamo entrambi e che lui e bravissimo a creare legami sopra la pelle
ma poi gli manca spessore
sa creare confidenza, complicita e contatto
ma piu di li proprio non sa andare
è rimasto alle storie delle medie
ed è giusto che vada a fare il sorpresone di s.valentino a una che ha 13anni e sarà felice in un modo in cui non lo saro mai io.
perche a me fra non serve, non basta, e soprattutto non interessa nulla di questo, perche io sono grande e cerco spessore, lo spessore che a lui manca, e mancherà sempre.
e spero per lui che non si metta in testa nulla per il mio compleanno,
per questo preferirei non stare qui... andare da qlc parte... cosi si evita del tutto circostanze che trovo inutili.
mercoledì 13 febbraio 2008
dove negli occhi c'è un lungo saluto.
i tuoi occhi mi dicono tutto
E sbarcano segnati dall'immensità
dei mari…e dei ricordi
scavalcano le onde paraboliche
verso un niente che ha fretta
i tuoi occhi aspettano tutto
lo puoi capire ancora il veleno del frutto
il veleno del frutto
E se lo sento il tuo respiro
lì dentro c'è qualcuno vivo
lo sento il cuore in gola
con un messaggio bianco proviamoci ancora
invadiamoci extraterrestri umani invadiamoci
C'è un cielo proprio sopra questo cielo
c'è un orizzonte dietro quest'orizzonte
c'è un giorno nuovo dopo questo giorno
c'è un'altra spiaggia che non sarà l'ultima
dove tutto ci aspetta
dove negli occhi c'è un lungo saluto
ci sono i sogni andati e i sogni di giorno
i quando ritorno…
e scusami se non mi riesco piu a sentire speciale per te.
oggi non ti voglio più.
sai quelle mattine da libro o da film in cui una si alza e lascia sul tavolo della cucina una lunga lettera per spiegare cosa lentamente le è successo dentro.
sai,
io credo che nessuno le capisca quelle lettere.
le persone, gli uomini, sanno solo reagire ai fatti.
gli uomini, come te, sanno solo sentire mancare l'odore della pelle il giorno dopo, sanno solo sentire e dimostrare se tu vai via in motorino da scuola con un altro, se tu sei a casa del loro migliore amico di infanzia sclerano, sanno solo sentire un buco dopo che il tuo collo, fino un secondo prima sotto le loro dita, sta tra quelle di un altro, e per scelta tua.
tu sai reagire solo a due cose: l'intimità e l'appartenenza.
ed è stupendo, ma non è sufficiente.
già.
è quello che ho capito,
che sai essere complice, confidente, in modo meraviglioso e intimo.
ma non vai sotto la pelle.
hai una buccia desiderabile, ma manca lo spessore che col tempo il mio cuore chiede.
complicità, cose nostre mille, ma nessun tipo di fondamenta.
regali e frivole parole del tuo sapore intrise spese in circostanze inutili
trascorsi di un rapporto costruito su fondamenta fragili
Ciao, oggi non ti amo e non ti odio.
forse è la prima volta.
Sono andata avanti secoli ad elencare con rabbia i tuoi difetti, a snocciolarmi davanti agli occhi tutte le cose negative che mi hai fatto,
ma dentro questa rabbia covavo sempre un senso di inutilità, come se tutto quello che cercavo di fare per distruggerti non fosse sufficiente a colmare la fossa scavata dal sentimento spontaneo, ingestibile che provavo per te.
poi sono cresciuta.
si te l'ho detto mille volte, l'hai capito a pelle molte altre, che io avevo paura di diventare come tutte le altre.
ma non come tutte le altre per te,
come tutte le altre per me stessa.
tu lo sai che sono diversa, l'hai sempre saputo e amato.
io ho sempre avuto un amore per me, che mi salvava dal concedermi completamente.
questo mi rende diversa, per me e per te: l'amore che non ho dato, perchè era mio.
anche io però avevo paura di non saper fare a meno di te, di perdonarti tutto, di vedermi crescere dentro una superfetazione come diciamo noi architetti. di vedere crescere quel sentimento irrazionale che mi era nato dentro a dismisura, senza controllo, un Mr hyde interno che avrebbe mangiato la Dottor Jekyll che sono, e che sono io.
quelle cose sono come le cisti: o crescono o si asciugano.
e io credevo che sarebbe cresciuta.
Ciao,
oggi c'ho la penna in mano e un nocciolino di te nel cuore, che mi spinge a muoverla seguendo quello che il mio cuore ancora ti riesce a dire.
Ciao,
mille cose mi hanno fatta cambiare, e come tutte le rivoluzioni storiche, la miscela perfetta di queste cause casualmente concentrate in questi mesi, mi hanno aiutata a cambiare idea.
su di te.
cosa hai sotto la pelle?
quanto a fondo mi sei arrivato?
cosa di solido abbiamo costruito noi?
già.
manca la rabbia in quello che dico,
e c'è una lucidità cosi delicata che mi sento cresciuta di mille anni anche io.
donna è ancora una parola troppo grande.
Voglio essere promossa alla mia altezza, e il nostro qualcosa mi consuma non mi accresce, mi ruba energia non mi scalda, mi toglie tempo, bellezza.
si,
in questi mesi mi sono accorta che le cose che ho fatto per te mi hanno peggiorata.
e te lo dico senza rabbia.
stare con te nel letto mi ha fatta sentire piu sporca anziche piu dolce come avrebbe dovuto, perchè?
mi ha fatto perdere il controllo,
sentirmi togliere, mancare,
sentire peggio, ingestita, non so come dire.
il tuo è un amore che chiede.
Ciao,
perchè te lo dico oggi,
perchè forse domani mi scorderò di dirlo, non lo so.
Ciao,
perchè non riesco piu ad avere quell'ideale di te in testa, che mi renda capace di sentirti alla mia altezza, al mio fianco, per e come me.
Ciao, che non so se mi sento in colpa, se non sento niente, o se sono convinta che la colpa di avermi lasciata andare sia soltanto tua.
ciao,
che a dire la verità la colpa non la nemmeno vedo piu.
Ciao,
e piu che tutto, davvero
scusami se non mi riesco piu a sentire speciale per te.
martedì 12 febbraio 2008
sabato 9 febbraio 2008
motorino.
giovedì 7 febbraio 2008
:)
mi manchi però sh.
"questa situazione è inutile.
se vuoi divertirti divertiti, va bene.. ti sto dicendo di non farlo?
ti sto chiedendo qualcosa?
no.
ma non chiedere tu a me, se non puoi poi darmi in cambio.
o mi dimostri che da me non cerchi solo la 14esima da portarti a letto,
o decidi che quel qualcosa che cerchi coincide con la mia faccia,
oppure è anche inutile che tenti un approccio del genere
perchè per me ora va bene così."
martedì 5 febbraio 2008
La mia gente.
Quello che provo per voi è indescrivibile, è enorme, e le parole mi sembrano così banali, cosi piccole, così poco precise...
lo sapete come sono...
ma ecco se penso al futuro io so che di voi, della vostra semplicità, del modo spontaneo in cui mi avete innamorata di tutti voi... io non so fare a meno.
ecco io senza di voi un futuro non lo so immaginare.
quello che provo è un sentimento grande, stupendo, che da tutto e non toglie niente, che mette sorrisi e non chiede mai lacrime.
perchè se penso che i cappucci, caffè, marocchini di via padova, li devo fare per voi...
ecco io li faccio con tutto l'amore del mondo, perchè voi siete il mio grande amore, siete la mia sicurezza, il mio appoggio, la mia felicità, le mie giornate, i miei sorrisi, le mie lacrime, siete le mie stronzate, siete le mie cose piccole, siete anche quelle grandi, siete tutto quello che chiunque potrebbe volere, siete tutto quello che io ho sempre voluto, siete la cosa piu speciale che io ho, siete tutto, siete anche piu di tutto...
eppure non siete mai troppo.
voi siete la Mia Gente."
una sola lacrima di merda.
Non è che a me faccia bene, mi fa male.
ma ognuno ha il suo modo di difendersi.
non è rabbia, rancore, neppure invidia...
è delusione.
già perchè io l'unico sentimento a cui riesco a reagire è quello, la delusione.
se fosse incazzatura, nervoso, guerra,
be tirerei dritto, coprirei tutto con un sorriso appoggiato e aspetterei che passi,
come faccio sempre.
la delusione no....
la delusione è l'unica che corrode, marcisce.
è l'unica che mi fa diventare avvelenata.
Ho mille difetti,
veramente mille.
Ma sono trasparente,
trasparente nell'incazzarmi, e non parlare, non guardare manco in faccia.
trasparente nell'essere educata, e ridurre i rapporti a quella minima civile educazione, e rimarcarlo con fermezza.
trasparente nel chiedere Perchè fai così? cosa hai, spiegamelo? quando mi interessa saperlo sinceramente.
un'altra lacrima ancora.
Non è che a me faccia bene, fa male.
però io non ce la faccio a piegare la testa,
eravamo stupendi perchè eravamo Tutti noi.
ognuno un po' tutto e un po' se.
però questo non comporta che io non possa poi reagire
che io sia disposta a piegarmi, accontentarmi e fare in qualche modo.
perchè io non sono una bigotta,
neppure un'orgogliosa.
io dalla mia vita pretendo,
forse troppo,
ma tanto.
io ho la pretesa di avere attorno pompe d'ossigeno,
non siringhe per il prelievo del sangue.
io da chi mi sta attorno voglio ricchezza,
non svuotamenti.
non giramenti.
Io vi ho scelto.
Io passavo le serate dentro e fuori dalle discoteche, poi vi ho scelto.
non è che non avevo alternativa,
io volevo voi.
ho scelto di stare con voi perchè eravate la meraviglia delle meraviglie.
perchè con voi non servivano tre cocktail in corpo per reggere tutta la sera,
perchè era bello anche solo stare in una stanza a giocare alle Imitazioni.
perchè c'è così tanto amore che non capiamo mai il limite.
Io non so cosa ci vuole.
forse che ognuno riparta da se.
ora io non ce la faccio,
ora io non ce la faccio.
e non dico così perchè mi si è aperto un mondo,
dico così perchè mi fa male da morire la paura che si chiuda questo,
che è il Mio.
domenica 3 febbraio 2008
a te.
non importa con chi usciamo ne che ora si farà.
non mi sembra neanche vero posso essere me stesso esser sincero
senza alcuno sdoppiamento di personalità.
perchè tu ti diverti,
perchè non dici [i]è tardi[/i]
perchè tu non mi perdi,
non mi deludi mai.
[b]perchè tu ti inserisci,
e le persone tu le capisci
dei miei amici non ti stranisci [/b]
perchè non mi deludi mai.
siamo io e te
siamo noi due
siamo la somma delle nostre idee
siamo io e te
siamo tu ed io
siamo io il tuo bisogno e tu sei il mio
[b]siamo qualcosa che sarebbe nato[/b]
dovunque comunque perciò siamo qui
siamo io e te
siamo così
siamo i due lati opposti [b]identici[/b]
perchè non mi deludi mai.
so che insieme a te io posso
arrivare al polo nord
senza che tu ti lamenti
nemmeno un attimo
[b][u]perchè hai spalle grandi e forti
più di tanti maschi che poi sono morti
al primo problema serio
al primo ostacolo. [/b][/u]
[b]perchè tu non ti arrendi
perchè non ti accontenti
perchè poi non ti penti [/b]
non mi deludi mai
perchè tu non ti siedi
perchè tu resti comunque in piedi
[b]perchè se non ci provi non credi [/b]
perchè non mi deludi mai.
siamo io e te
siamo noi due
[b][u]siamo la somma delle nostre idee [/b][/u]
siamo io e te
siamo tu ed io
siamo io il tuo bisogno e tu sei il mio
siamo qualcosa che sarebbe nato
dovunque comunque perciò siamo qui
siamo io e te
siamo così
siamo i due lati opposti identici
perchè non mi deludi MAI.
quello che provo per te non ci sta mica nelle parole,
forse qualche volta ci sta in una canzone.
ci sta quelle volte che sono in passante e mi manchi da star male
e allora dico Bigio lezione e la vado a prendere a scuola,
però tu sei una mongola e non c'hai soldi sul cellulare e va a finire che a me mi tocca subirmi un'ora di fondamenti al posto di Te.
Domattina ho l'esame, dopo di che da Martedì mi piazzo a casa tua ogni giorno e facciamo tutto in simbiosi,
si perchè io senza te non ce la faccio,
si perchè se mi devo ricordare le volte che sono stata male,
be o era perchè avevo litigato con te,
oppure tu eri li ad asciugarmi le lacrime,
a portarmi da zara a cercare di dimenticarmi,
a farmi delle foto del cazzo che poi sarebbero diventate l'emblema di un dolore che col tempo s'asciuga.
ci sei sempre e non mi deludi mai.
e quello che mi volevi dire l'altro giorno io l'ho capito.
che se fuori, a scorza sembriamo così diverse...
io molto chiusa, riservata e bastarda nel vivere le mie emozioni,
tu più aperta, agguerrita e attiva...
be dentro siamo uguali.
sotto la pelle,
sotto quello che si vede,
nel cuore noi siamo gemelle,
in un modo che nessun altro può fare, capire, pensare.
già perchè ogni parola, la sfumatura che ci metto dentro a un vocabolo,
io lo so,
solo tu, gemella, la capisci e capirai per sempre fino in fondo.
mi manchi, tanto promessa della mia vita.
io perciò non ho paura
di niente se ci sei
perchè so che niente ti
potrà spaventare mai
perchè tutti sono buoni
se le cose vanno bene son leoni
ma se il gioco si fa duro
lo so che non te ne andrai
perchè tu non ti fermi
almeno quando dormi
se parti so che torni
non mi deludi mai
perchè so che reagisci
e dentro al fango tu non mi lasci
al mondo solo tu ci riesci
perchè non mi deludi mai
siamo io e te
siamo noi due
siamo la somma delle nostre idee
siamo io e te
siamo tu ed io
siamo io il tuo bisogno e tu sei il mio
siamo qualcosa che sarebbe nato
dovunque comunque perciò siamo qui
siamo io e te
siamo così
siamo i due lati opposti identici
ah nanananana
perchè non mi deludi mai Non importa dove andiamo ne quello che si fa.
non importa con chi usciamo ne che ora si farà.
non mi sembra neanche vero posso essere me stesso esser sincero
senza alcuno sdoppiamento di personalità.
perchè tu ti diverti,
perchè non dici [i]è tardi[/i]
perchè tu non mi perdi,
non mi deludi mai.
[b]perchè tu ti inserisci,
e le persone tu le capisci
dei miei amici non ti stranisci [/b]
perchè non mi deludi mai.
siamo io e te
siamo noi due
siamo la somma delle nostre idee
siamo io e te
siamo tu ed io
siamo io il tuo bisogno e tu sei il mio
[b]siamo qualcosa che sarebbe nato[/b]
dovunque comunque perciò siamo qui
siamo io e te
siamo così
siamo i due lati opposti [b]identici[/b]
perchè non mi deludi mai.
so che insieme a te io posso
arrivare al polo nord
senza che tu ti lamenti
nemmeno un attimo
[b][u]perchè hai spalle grandi e forti
più di tanti maschi che poi sono morti
al primo problema serio
al primo ostacolo. [/b][/u]
[b]perchè tu non ti arrendi
perchè non ti accontenti
perchè poi non ti penti [/b]
non mi deludi mai
perchè tu non ti siedi
perchè tu resti comunque in piedi
[b]perchè se non ci provi non credi [/b]
perchè non mi deludi mai.
siamo io e te
siamo noi due
[b][u]siamo la somma delle nostre idee [/b][/u]
siamo io e te
siamo tu ed io
siamo io il tuo bisogno e tu sei il mio
siamo qualcosa che sarebbe nato
dovunque comunque perciò siamo qui
siamo io e te
siamo così
siamo i due lati opposti identici
perchè non mi deludi MAI.
quello che provo per te non ci sta mica nelle parole,
forse qualche volta ci sta in una canzone.
ci sta quelle volte che sono in passante e mi manchi da star male
e allora dico Bigio lezione e la vado a prendere a scuola,
però tu sei una mongola e non c'hai soldi sul cellulare e va a finire che a me mi tocca subirmi un'ora di fondamenti al posto di Te.
Domattina ho l'esame, dopo di che da Martedì mi piazzo a casa tua ogni giorno e facciamo tutto in simbiosi,
si perchè io senza te non ce la faccio,
si perchè se mi devo ricordare le volte che sono stata male,
be o era perchè avevo litigato con te,
oppure tu eri li ad asciugarmi le lacrime,
a portarmi da zara a cercare di dimenticarmi,
a farmi delle foto del cazzo che poi sarebbero diventate l'emblema di un dolore che col tempo s'asciuga.
ci sei sempre e non mi deludi mai.
e quello che mi volevi dire l'altro giorno io l'ho capito.
che se fuori, a scorza sembriamo così diverse...
io molto chiusa, riservata e bastarda nel vivere le mie emozioni,
tu più aperta, agguerrita e attiva...
be dentro siamo uguali.
sotto la pelle,
sotto quello che si vede,
nel cuore noi siamo gemelle,
in un modo che nessun altro può fare, capire, pensare.
già perchè ogni parola, la sfumatura che ci metto dentro a un vocabolo,
io lo so,
solo tu, gemella, la capisci e capirai per sempre fino in fondo.
mi manchi, tanto promessa della mia vita.
sabato 2 febbraio 2008
c'è una volta.
io sto studiando in sala al tavolino seduta per terra: si gela.
io per studiare mi devo mettere così.
persa nei meandri delle correzioni ottiche greche vedo lo stendino.
Mia madre prima di partire ha lavato i panni.
ecco siamo tornati da capo, ma il fatto cruciale è proprio quello lì,
che tra le robe appese, tra le lenzuola, le mutande di papi e i calzini miei,
c'è la sua camicia
quella azzurra
che tre o quattro giorni fa... le ho usato io.
C'e una volta...
oggi invece più che altro qualche volta mi chiedo cosa non C'è.
se dovremmo fare discorsi più impegnativi, che alla fine probabilmente ci riuscirebbero anche quelli... ma perchè dovremmo?
se dovremmo mostrarci l'uno all'altro più pieni,
o se dovremmo semplicemente mostrarci l'uno all'altro.
o ci mostriamo già?
se dovremmo ridarci delle abitudini, dico per lo meno per farcele mancare,
oppure se dovremmo semplicemente tappare quel vuoto, quella mancanza che sa ormai piu di lotte che di cuore.
cosa cerchi in me?
questa credo sia la domanda che ci unisce e ci separa.
non lo so io.
cioè
a dire il vero mi scordo anche di domandarmelo
perchè se io devo mettermi lì a pensare a te, o anche solo a me, proprio non mi riesce di scegliere tra i seimila pensieri che posso le mongolate che dici in giro,
non ci credi manco tu come faccio a crederci io?
cioè poi lo sai come sono fatta,
io sono fatta di Fatti,
e a me se mi dici Ti voglio bene, per l'amor di dio ci credo,
ma se devo dirti la verità ci credo di più quando mi stringi la faccia in un palmo di mano, quando mi ridi in faccia, quando ci guardiamo.
noi che ci facciamo la lotta con le braccia, ma una lotta seria.
noi che non c'è niente di più semplice di noi.
noi che facciamo per andare in balcone e in meno di tre quarti d'ora mica ci riusciamo
noi che litighiamo per quale accendino, perchè non c'è piu lo scotch, perche le zoccole ti chiamano nel momento sbagliato,
noi che litighiamo per tutto.
noi che sbuffo, noi che sbuffi.
noi che rido, noi che ridi,
noi che controlla se è tua mamma.
noi che mi fai i versi in bocca,
noi che penso che ti voglio respirare.
noi che lo so che l'hai perso, sei una merda.
noi che cazzo ridi? noi che cazzo ridi?
noi che sul pavimento ci vai tu, perchè lo sai che io avrei freddo.
noi che non so stare ferma,
noi che c'è un posto dentro me in cui fa freddo,
noi che se dico no è no.
noi che quando ti giri e ti accorgi che mi sono messa il tuo pigiama ridi.
noi che c'hai sempre i miei capelli in bocca, e io mi sento in colpa più per quello che per averti chiuso l'ascensore in faccia, me li continuo a legare.
noi che ti posso fare una domanda?
noi che dai dimmi.
noi che guardami in faccia FAI QUELLO CHE VUOI.
noi che ...il nostro buon odore...
noi che ti guardo mentre sei concentrato alla scrivania con la abat-jour accesa e tu mica lo sai,
noi che quando ti accorgi che ti sto guardando molli tutto e vieni li ad accarezzarmi la faccia,
noi che la testa nella maglia, e ancora non ho finito di pensarlo.
noi che non so aprire le scatole del Pongo
noi che allora Faccio io, sborone.
noi che se lo consumi tutto le altre con cosa le attacco?
noi che mi metto il burrocacao anche se rompi le palle,
noi che me lo consumi.
noi che mi tieni aperta la porta, gentiluomo.
noi che lo fai più perchè fa ridere che per dovere da uomo.
noi che togliti quei cosi dalle orecchie,
noi che prende fuoco.
noi che non c'arrivo al soffitto.
noi che mi sfotti, però poi mi prendi in braccio e mi tiri giù,
noi che tu ridi se mi guardo in giro quando sono scocciata,
noi che non c'è nulla di più complicato di noi.
noi che però mi vieni a prendere?
noi che non riusciamo a venirci incontro nemmeno in questi casi, facciamo i giri opposti, è logico.
noi che spostiamo lo stendino,
noi che non so aprire le porte okei.
noi che tu fai apposta a farmi incazzare, e poi ti incazzi se mi incazzo uau.
noi che ma dai Lui è un così bravo ragazzo
noi che non è che faccio le cose al contrario comunque, è che faccio quello che voglio :P
noi che ci soffochiamo di baci,
noi che abbiamo due ritmi diversi,
noi che quando torno a casa oltre a essere incazzata nera mi fa pure male lo stomaco perchè mi ci hai conficcato il mento convinto che Cosa dici ahia che manco ti sto schiacciando,
noi che ti tocco un nervo
noi che mi fai male ai nervi,
noi che me li fai pure saltare.
noi che la tua faccia mentre annusi la mia camicia me la fotografo sul cuore,
noi che mi baci la pancia,
noi che ti tocco la schiena,
noi che mi tieni per mano,
noi che mi tieni per mano?
noi che ogni tanto ti bacio ad occhi aperti e mi domando dove sei, e se sei con me.
noi che io di te non mi fido affatto,
noi che in certi momenti però ci provo con tutto il cuore a fidarmi.
noi che non ci capiremo mai,
noi che però ci capiamo sempre.
noi che quante foto ti faccio, eppure la digitale non la uso mai.
noi che non lo so se domani ci siamo... oggi di sicuro no...
noi che proviamo a vivere dentro le righe di quello che ci rende diversi,
noi che a volte non ci si riesce, a volte ci riesce a meraviglia,
noi che o ci facciamo la guerra a due,
noi che però ci appoggiamo sempre.
noi che il nostro C'è una volta ce l'abbiamo pure in un silenzio.
:)
conato di vomito.
oppure magari preferisci che ti faccia il verso di una che il venerdi sera ingoia?
cosa preferisci. dimmelo te,
ah...
no.
tu sei troppo impegnato ad essere offeso perchè non ti ho dato il bacino dell'arrivederci.
mamma mia, mi sento veramente sempre piu in colpa.
venerdì 1 febbraio 2008
c'è una volta.
C'e una volta...
oggi invece più che altro qualche volta mi chiedo cosa non C'è.
se dovremmo fare discorsi più impegnativi, che alla fine probabilmente ci riuscirebbero anche quelli... ma perchè dovremmo?
se dovremmo mostrarci l'uno all'altro più pieni,
o se dovremmo semplicemente mostrarci l'uno all'altro.
se dovremmo ridarci delle abitudini, dico per lo meno per farcele mancare,
oppure se dovremmo semplicemente tappare quel vuoto, quella mancanza che sa ormai piu di lotte che di cuore: venirci incontro a parole mie, faccina a lato dell'ascensore a tue.
cosa cerchi in me? cosa trovo solo nelle tue mani? non lo so io.
noi che con la testa al contrario è piu bello.
noi che a quarantacinque gradi persino di piu,
noi che ci facciamo la lotta con le braccia, ma una lotta seria.
noi che non c'è niente di più semplice di noi.
noi che facciamo per andare in balcone e in meno di tre quarti d'ora mica ci riusciamo
noi che litighiamo per quale accendino, perchè non c'è piu lo scotch, perche le tue zoccole ti chiamano nel momento sbagliato, noi che litighiamo per tutto.
noi che sbuffo, noi che sbuffi.
noi che rido, noi che ridi,
noi che al cellulare non rispondiamo, controlla se è la mamma.
noi che mi fai i versi in bocca,
noi che penso che ti voglio respirare.
noi che lo so che l'hai perso, sei una merda.
noi che cazzo ridi? noi che cazzo ridi?
noi che senza dirmelo alla seconda volta sul pavimento ci vai tu, perchè lo sai che io avrei freddo.
noi che non so stare ferma,
noi che c'è un posto dentro me in cui fa freddo,
noi perchè non mi chiedi perchè.
noi che quando ti giri e ti accorgi che mi sono messa il tuo pigiama ridi.
noi che c'hai sempre i miei capelli in bocca, e io mi sento in colpa e me li continuo a legare.
noi che guardami in faccia FAI QUELLO CHE VUOI.
noi che ...il nostro buon odore...
noi che ti guardo mentre sei concentrato alla scrivania con la abat-jour accesa e tu non lo sai,
noi che quando ti accorgi che ti sto guardando vieni li ad accarezzarmi la faccia,
noi che la testa nella maglia, e senza che lo dico l'hai gia fatto tu,
noi che non so aprire le scatole del Pongo
noi che allora Faccio io
noi che se lo consumi tutto le altre con cose le attacco?
noi che mi metto il burrocacao,
noi che me lo consumi.
noi che togliti quei cosi dalle orecchie,
noi che prende fuoco.
noi che io a toccare il soffitto mica c'arrivo,
noi che mi sfotti, però poi mi prendi in braccio e mi tiri giù,
noi che la luce uno dei due la spegne sempre,
noi che tu ridi se mi guardo in giro quando sono scocciata,
noi che non c'è nulla di più complicato di noi.
noi che mi vieni a prendere?
noi che non riusciamo a venirci incontro nemmeno in questi casi, facciamo i giri opposti e ci tocca sempre tornare indietro.
noi che spostiamo lo stendino,
noi che non so aprire le porte okei.
noi che tu fai apposta a farmi incazzare, e poi ti incazzi se mi incazzo
noi che ma dai Lui è un così bravo ragazzo
noi che faccio la scema per non andare in guerra,
noi che non è che faccio le cose al contrario comunque, è che faccio quello che mi va.
noi che ci soffochiamo di baci,
noi che abbiamo due ritmi diversi,
noi che quando torno a casa oltre a essere incazzata nera mi fa pure male lo stomaco perchè mi ci hai conficcato il mento,
noi che ti tocco un nervo
noi che mi fai male ai nervi,
noi che me li fai pure saltare.
noi che la tua faccia mentre annusi la mia camicia me la fotografo sul cuore,
noi che mi baci la pancia,
noi che ti bacio la pancia,
noi che mi tocchi la schiena,
noi che ti tocco la schiena,
noi che mi tieni per mano,
noi che mi tieni per mano?
noi che ogni tanto ti bacio ad occhi aperti e mi domando dove sei, e se sei con me.
noi che io di te non mi fido affatto,
noi che in certi momenti però vorrei con tutto il cuore fidarmi.
noi che non ci capiamo mai,
noi che però ci capiamo sempre.
noi che quante foto ti faccio ogni volta, eppure la digitale non la uso mai.
noi che non lo so se domani ci siamo... oggi di sicuro no...
noi che proviamo a vivere dentro le righe di quello che ci rende diversi,
noi che abbiamo il nostro C'è una volta.
mercoledì 30 gennaio 2008
è un blocco.
perchè non vuoi,
perchè ti stranisci
perchè fai così?
perchè non mi chiedi perchè?
Praga
in verità ora, a botta fredda, mi viene più che tutto in mente una frase detta dal Don brasiliano alla tre giorni di un paio di anni fa: la felicità non si fa da soli, la felicità è un incontro.
proprio non riesco a fare una riflessione su come è andata, quello che abbiamo fatto, come lo abbiamo vissuto, perchè affiancherei una dietro l'altra una serie di parole che sono come una barzelletta in bocca a uno che non le sa raccontare; ho dentro una quasi paura di rovinarlo.
Quello che davvero mi resta di Praga, sotto le risate, sotto i nervosi, sotto i Goulash e sotto la Torre dell'Orologio, è che la felicità, davvero, è un incontro.
martedì 29 gennaio 2008
con affetto giulia.
Penso che ci siamo aggiunti uno all’altro e due è un buon numero.
Penso che a volte ci siamo fatti male, ma questo dolore sarà pure servito a qualcosa.
Penso che hai fatto volare il tempo e neanche i prestigiatori lo sanno fare.
Penso che non riesco a immaginare una risata al di fuori di noi, sarebbe diversa, sarebbe più stretta, meno sonora, sarebbe più sofisticata,
ecco, noi che ridiamo di sciocchezze,
noi che ci chiamiamo con nomi grandi e piccolissimi, a vederci dobbiamo sembrare così stupidi.
Un abbraccio stretto, che non conosce distanze.
Stringimi più forte che puoi, credi anche per me.
Non voglio vivere i resti di noi, preferisco uccidere una storia ancora viva, senza lasciarla soffrire: ognuno si riprende i suoi muscoli.
Perché mi guardi così?
Perché i nostri verbi cominciano tutti per ri-: ri-tornare, ri-dare, ri-vedersi?
Persino amare, il verbo più raro, anche quello è già passato da noi.
E ri-amare non so se si può, non so nemmeno se esiste sullo Zingarelli.
Perché c'era qualcosa, tra quei due, qualcosa che in verità doveva essere un segreto, o qualcosa di simile. Così era difficile capire ciò che si dicevano e come vivevano, e com'erano. Ci si sarebbe potuti sfarinare il cervello a cercar di dare un senso a certi loro gesti. E ci si poteva chiedere perché per anni e anni. L'unica cosa che spesso risultava evidente, anzi quasi sempre, e forse sempre, l'unica cosa era che in quel che facevano e in quello che erano c'era qualcosa - per così dire - di bello.
io sono una bigotta,
effettivamente non mi ha toccato,
e ancora più non mi ha toccato se centra la bocca di lei.
perchè non è essere bigotta,
e soltanto sapere che io valgo di più,
e che non ho bisogno di dare tutto al primo che passa purchè stia li,
e che io, sinceramente,
credo che la mia bocca ha qualcosa di più caldo da offrire, che un pompino.
io sono una mela sugli ultimi rami,
e sto lì,
non c'ho voglia di cadere per terra per farmi raccogliere.
chi si accontenta gode così così.
lunedì 28 gennaio 2008
do u remember?
dal primo giorno.
eh le coincidenze?
c'è qualcosa tra noi due.
di bello, di nuovo e di fresco.
do u remember.... a b o c?
a c b.
io non ti amo.
scusami se dopo la S non scrivo mai Te, perchè vedere il tuo nome su un pezzo di carta mi fa sentire una qualunque innamorata dell'amore.
scusami.
scusami se ti ho voluto con tanta sincerità e con così poco egoismo da rendermi conto a un certo punto che quello che eri non sei più-
scusami se ti ho usaato per farti male,
per vendicare la delusione che mi si è cotta dentro.
scusami se non ti bacio con rabbia, ma con la dolcezza di quello che si è perso tra noi.
scusami per come sono.
scusami se non piango, non prego, e non per orgoglio o dignità.
scusami se non ti chiedo nulla perchè non c'è nulla che voglio che tu mi possa dare.
scusami se ho voluto averti piu che tutto e mentre mi impegnavo a conquistarti mi sono trovata a non volerti piu.
scusa se mi fa persino male.
scusami se quando la tua bocca è dentro la mia io volo, se pero appena ti lascio, atterro ed atterro da sola.
Io non ti amo.
e questa credo sia la piu grande prova d'amore che avrei mai potuto darti.
domenica 27 gennaio 2008
al Non amore.
è facile credere all'amore, proiettarlo nella faccia di un altro.
ieri non tremavo, non avevo freddo e appena toccato il letto mi sono addormentata tranquilla.
oggi ho riso tutto il giorno.
io credevo di essermi innamorata,
e invece amo il tuo corpo, la tua bocca, le tue mani,
ma non amo piu l'uomo che non sei.
e poi? epppoi...
ma non ce la farei.
ti voglio come si vogliono le cose in cartoleria.
le compri e poi le lasci lì.
io non lo so se ti amo,
credo di no.
eppure solo con te sono felice.
con te sorrido
te bacio
tra le tue braccia cerco il mio porto sicuro.
il porto che non sai essere e a cui non saprei approdare.
solo perchè so che è un'avventura.
io sono una bambina che gioca a non impegnarsi troppo.
domenica 13 gennaio 2008
flight.
sabato 12 gennaio 2008
2007
venerdì 4 gennaio 2008
in silenzio ama me.
non cercarci il mio odore, la mia lingua fredda, le mie mani.
non cercare i miei zigomi ingenui, il modo di parlarti, quello di stringerti, e di ridere all'improvviso.
di spiazzarti.
tu mi ami? in silenzio ama me.
giovedì 3 gennaio 2008
scelta
voglio una scelta.
solo una scelta in qualsiasi senso puo costruire, il resto... consuma.
praga 2008
credevo avrei avuto voglia di vederti, sentirti.
invece mi fa star male dover riconoscermi che sono abituata a non averti piu.
lo scorso anno piangevo,
mi immaginavo a diventare come lei,
ogni giorno piu succube di te.
a me l'amore è passato,
ogni volta che mi hai tolto qualcosa,
ogni volta che mi hai ferita hai perso un pezzo di me.
le donne amano gli stronzi?
avevo paura mi succedesse cosi
e invece ho scoperto che io non amavo uno stronzo,
no io amavo te.
e in questi lunghi mesi ti ho sfortunatamente scoperto diverso, e questa persona che ora vedo ha la tua faccia, le tue mani, la tua bocca, ma non il tuo cuore, quello che ha fatto battere il mio.
e questi sprazzi di te non mi bastano, non mi legano.
ti sei comportato come se io non fossi una persona a cui rendere conto.
le parole hanno invece un peso.
io i miei conti te li ho sempre resi, e non vedendomi mi hai tante volte calpestata.
sono stata in silenzio, me l'hai attaccato tu.
mi hai costretta tu ad imparare a fare finta di niente, e a non vedere.
ecco ora ho imparato,
e mentre tu ti tappi le orecchie per non sentire la voce di vasco, io mi tappo le orecchie con l'ipod, mi giro sorrido e guardo fuori,
Non può essere mai come ieri, mai come prima ora.