mille volte mi fai male.
mi hai fatto male tradendomi, mollandomi, mi hai fatto male non parlando.
quei mali tollerabili però, quelli che ti arrabbi, il giorno dopo smaltisci ed ero pronta per averti di nuovo.
mille volte mi fai male, il male insopportabile.
ogni giorno ti vedo ripassare la parte, e recitarla con una maestria decisa ma blanda.
questo è il male che mi porta via. un gradino per volta da te, che si resti più in alto di me, più in mezzo alla scena, ma con un telo rosso alle spalle mi fai ridere,
una risata amara, grata per essermi salvata.
tu,
che ti dici vittima del fatto che non ti innamori.
io,
che ho smesso di imboccarti la battuta, ma tu continui il tuo copione come se io fossi ancora sul tuo palco.
tu,
una vita in scena.
io,
troppo lontana per essere ancora o la tua spalla, o la tua giulietta.
tu,
che non ti rendi conto che non vale l'applauso, ma il viaggio.
io,
che invece mi son resa conto che nel mio di viaggio affianco a me non voglio te, non piu di un giorno.
io,
che ti ho strattonato, e poi supplicato, e poi ti ho chiesto con fermezza di scendere, di correre in platea.
tu,
che non ne sei stato capace, ne ora ne mai, ne con me, ne con nessuno. e ti ostini a cercare nella faccia di una donna una compagna capace di vivere la vita sotto i riflettori, di studiarsi gli attacchi giusti, con la teatralità studiata che non avrò io.
ma più che tutto tu, che non ti sei accorto che il nostro sipario è calato, che io mi sono tolta il costume, che questa è la complicata realtà.
tu,
che Occhi grandi se ne è andata, ma tu non l'hai mai fermata.
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