per tutte le volte che non mi hai tenuta per mano,
per tutte le volte che mi hai detto No coi tuoi silenzi,
per tutte le volte che mi hai fatto mancare un Noi qualsiasi,
per tutte le volte che ti sei preoccupato di chi c'era attorno, di chi ci guardava,
per aver pensato troppo e creduto troppo poco.
cosi, intanto che aspetto che l'acqua si scaldi (si cuoce ma i riti son riti) penso a te.
penso a te nel modo di sempre,
penso a te perchè hai aperto gli anelli, e i fogli non sono usciti.
penso a te che fai un tiro dalla sigaretta e un tiro dalla bocca mia, eppure l'anima non me l'aspiri piu.
penso a te che probabilmente sei ancora troppo uguale a me per essere tua, quadrato e sconnesso, brillante e riservato.
penso a te che mi piaceva anche sudare, e ora sono oggettiva su quanto faccia schifo il tuo profumo nuovo.
penso a te che non ti lascerò mai, perchè il tempo per lasciarti l'ho lasciato andare, l'ho perso, mi è scappato.
penso a te che neppure ti voglio fermare, ti ho rielaborato, riguardato - che ti voglio bene ma non ti amo mai.
penso a te che un tempo per noi, un tempo, ho pensato sarebbe arrivato, bastava fare la cosa giusta.
penso a te che ho scoperto che io le cose giuste non le ho fatte, ma sei più tu quello che ha continuato a sbagliare.
penso a te che tempo per noi non ce ne sarà mai ormai, che nessun colore porrà rimedio a questa specie di squallore.
penso a te che un giorno mi sono detta Beato chi è scappato in tempo e povera me che son rimasta imbrigliata,
e invece poi alla fine una delle tre Grazie, le tre sopravvissute, sono io.
Sommersi e Salvati dice primo Levi,
e i Salvati sono quelli che Moralmente o No restano a galla, che la coscienza non gli brucia, che non si sentono in colpa di essere vivi.
e io in questo mi sono salvata, è immorale infilarci la lingua in bocca ogni volta che siamo da soli, ma con un importanza sonora alla parolina Mi, io mi sono salvata.
dispiaciuta si, ti bacio ti guardo negli occhi ti tengo attaccato,
ma poi giro le spalle
e come sempre sono già scappata via.
lunedì 30 giugno 2008
risentono dell'erosione, alla lunga.
un secondo prima ascolto una canzone e ti penso. ti penso mentre Celentano dice davvero, e davvero te l'ho detto anche io.si ok il mio orgoglio e una bestia del cazzo, e tu del cazzo un presuntuoso, che ti permetti di pensare che faccio confusione nei valori, o anche solo che confondo te. cosi con un sorriso di plastica scendo dall'auto con un saluto di rito, e lo sanno tutti che ci stiamo già facendo la guerra, lo sanno tutti anche se in auto siamo da soli.. pumpumpum.ti odio, porca puttana, avevi detto sempre e per sempre, e se adesso mi giro di lato dove sei.
domenica 1 giugno 2008
:(
Ma chi l'avrebbe detto che la vita, mi sorprendeva come hai fatto tu? ti penso e sono un pò sed. io sono sempre stata abituata a manifestare le cose in pubblico, mi veniva piu naturale aprirmi quando perdevo l'intimità delle circostanze a due, in ogni caso. forse per questo ti sto scrivendo sta panfrina dove so che prima di te lo leggeranno quaranta testa di cazzo. con te è sempre stato diverso. era meglio andare in due in libreria al centro sarca, meglio in due in vercelli, meglio in due in motorino, meglio a due il daiquiri uno ci mette la bocca l'altro le mani, meglio un sms che un commento e per questo ti ho costretto a cancellarli tutti. una volta ti ho detto "l'impresa più speciale e di vivere normale." io sono abituata a stupire, a soprendere, a manifestare, e quando mi dici stupiscimi mi fai male, perchè non mi piace, perchè lasciare a bocca aperta vuol dire non farsi capire. tu mi hai insegnato che in due è meglio perchè c'è sempre qualcun altro dall'altro lato che ti guarda negli occhi e se non ti capisce almeno prova a farlo, e provandolo divide qualcosa con te. qualcuno che ti tiene il maglioncino sulla spalla in pizzeria senza battere ciglio, che ti manda la buonanotte ogni notte a ogni ora e ti pensa anche alle cinque del mattino. che non ti fa sentire sola. spero che il tuo sorriso non se ne vada mai, anche se il dentista ti fa patire cambiando il titanio in acciaio. e la vita ti sorriderà, perchè anche se io c'ho un sorriso a mille denti non sempre sono capace di farlo con la stessa intensità, con la stessa costanza. un giorno ti ho detto "io sono pazza dentro" eravamo davanti allo stesso monitor su cui scrivo ora. però eravamo in due. e se tutto il mondo è felice e contento nel volersi sentire diverso, per me è un peso ingombrante, e qualche volta mi fa soffrire, cosi soffrire che mi manca l'aria. questo non significa che se non tengo la bocca spalancata sulla mia dentatura ti pensi di meno. ieri ho fatto un sorpasso da folle, e mi sono messa a ridere da sola perchè tre mesi fa non mi sarebbe mai venuto in mente che se tu spingi l'acceleratore al limite dell'incidente l'altro rallenta. me l'ha insegnato stare abbracciata dietro di te. con l'ipod un po' nel mio orecchio un po' nel tuo. tu che accelleri come un pazzo sui rettilinei, tu che qualche volta accelleri anche in curva, quando non è così semplice, ma anche tu che se decelleri appoggi il braccio sulla mia gamba e mi cerchi. io ti stringerei fortissimo, per dirti che ti voglio bene, TANTO TANTO TANTO, come dici tu. ma resta comunque che sorpassare le macchine mi fa paura. e devo sempre rallentare un attimo. cambiare canzone, avanzare la pizza, scegliere un libro e non comprarlo, comprare il 37 e volere il trentotto. dopo sono al bicocca, sempre che non mi hai rubato il posto all'old ble :)
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